Articoli con tag: Clara

La nascita di Francesco Romolo

La nascita di un figlio è un Big Bang di sentimenti ed emozioni. Era il 28 Giugno 2006 e quella mattina andai tranquillamente al lavoro, baciando Rossella e il suo pancione nella soffusa penombra della camera da letto. Il 29 giugno era programmato il ricovero ed il 30 il parto cesareo perché il pupo era podalico. Mia sorella Clara aveva dormito a casa nostra, per un inestricabile filo del destino. Verso le 10:00 iniziarono le prime doglie e poco dopo la “folle corsa” in macchina da Anguillara fino all’ospedale Santo Spirito di Roma, sul lungotevere proprio davanti San Pietro

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Francesco Romolo Volpi« Era una notte buia e tempestosa… »

Chissà, forse sarebbe stato meglio…

Invece era un’afosissima giornata d’inizio estate.

ROMA, nonostante fossero ormai le 13:00, si muoveva con sonnolenza, ovattata da una bassa coltre di nubi bianche ed umide come lenzuola appena stese dopo il bucato.

In un’atmosfera irreale e velata di fiabesco tutto sembrava muoversi al rallentatore.

Il traffico, i passanti, il Tevere, i volo dei gabbiani, i fedeli di San Pietro, i turisti di Castel Sant’Angelo, i portantini del Santo Spirito, le ambulanze. Persino l’incessante rincorrersi delle lancette dell’orologio aveva scemato il frenetico ritmo.

Erano evidenti e sotto gli occhi di tutti. Si manifestavano i segni che qualcosa stava per accadere…

Francesco e mamma RossellaMa dal suo rassicurante regno d’alabastro non se ne poté accorgere…

Poi fu un attimo.

Svanì ogni certezza, lo abbandonò ogni riferimento.

Una luce accecante gli folgorò gli occhi filtrandogli fino al cervello ed il frastuono caotico dell’antica Babele gli si riversò con violenza nelle orecchie.

Sentì un freddo gelido sulla pelle e non riusciva a respirare. Gli sembrò di affogare e per istinto cercò di nuotare. Le braccia e le gambe non trovarono ostacoli e si mossero senza controllo. Non era più rinchiuso, ma non aveva mai cercato di uscire. Non era più prigioniero, ma non aveva mai anelato alla libertà.

Francesco con papà Valerio

Poi un’aria polare penetrò dalla bocca, essiccò la gola e gli scavò i polmoni lanciando infiniti spilli infuocati nei bronchi.

Si sentì perduto. Era certo che non ce l’avrebbe fatta.

Credette di morire.

E    I N V E C E …

 

Roma, 28 Giugno 2006
Ospedale Santo Spirito
Lungotevere in Sassia, 6

 

Fiocco GialloRosso: è nato un Romanista !

Fiocco GialloRosso: è nato un Romanista !

 

Renato Ciavola per Francesco Romolo

Il saluto dell’amico Renato Ciavola a Francesco Romolo

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