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Le paure “razionali” di un bambino

Nel numero 153 del 2013 di Pagine Giovani – la rivista del “Gruppo di Servizio per la Letteratura Giovanile del quale ho parlato nel post Dylan Dog, l’acchiappamostri – ho avuto l’onore di vedere pubblicato un articoletto che parla di un’esperienza fatta con nostro figlio Francesco Romolo riguardo l’incontro ed il superamento delle paure irrazionali.


Una curiosità: nelle intenzioni, l’articolo doveva far parte del numero precedente di Pagine Giovani, all’interno dello speciale “BAMBINI, PAURE E MEDIA“, ma per un disguido al momento di andare in stampa è stato inserito nel numero seguente.

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Le paure “razionali” di un bambino

di Valerio Volpi

PG 153 - Copertina PG 153 - Le paure 'razionali' di un bambino

           Nostro figlio Francesco Romolo ha 6 anni e da poco ha iniziato la grande avventura della prima elementare. Ha un carattere solare ed è un bambino socievole.

            Fin da piccolissimo ha ricevuto gli insegnamenti del nonno Tonino suIl Lupo“, una specie di figura mitologica, un losco personaggio malvagio del quale diffidare, ma capace anche di bizzarre imprese come causare tuoni durante i temporali sbattendo dei grossi bastoni di legno o fare il bagno nel mare di notte colorandolo di nero come la sua pelliccia.

            Con tale mentore, ha imparato abbastanza presto che il confine tra il fantastico e il pauroso è alquanto incerto. Crescendo ha voluto rivedere mille volte su YouTube I Tre Porcellinidi Walt Disney del 1939 ed il DVD di “Biancaneve“, con la tragica fine della Strega Cattiva che muore cadendo da un dirupo inseguita dai 7 Nani.

            Mia moglie Rossella ed io siamo amanti dei film horror e – viste le premesse – abbiamo provato, dopo discussioni e titubanze, a vederne uno insieme al piccolino. « Tanto » – abbiamo spiegato apprensivamente più volte – « i mostri sono solo pupazzi finti e comunque non escono dalla televisione: basta spegnerla o cambiare canale che scompaiono senza tornare più… »

 The Wolfman del 2009
Il successo è andato ben oltre le nostre aspettative.

            In poco tempo è stato conquistato da zombie, vampiri e lupi mannari. Abbandonati i cartoni animati, il suo film preferito è diventatoThe Wolfman“, un remake deL’uomo Lupodel 1941, dove nella scena finale avviene la lotta all’ultimo sangue tra due licantropi dentro una vecchia villa nobiliare, mentre le mura crollano divorate dalle fiamme. Per rendere più chiara la forza delle immagini, specifico che il film ha vinto l’Oscar 2011 per il miglior trucco.

            Credevamo ingenuamente di aver insegnato a nostro figlio la differenza tra la fantasia e la realtà, ma la psicologia dei bambini è spesso più raffinata delle nostre convinzioni.

            Un film lo ha turbato, ma per fortuna solo per pochi giorni.

The Wolfman del 1941            “Le colline hanno gli occhi” ( remake dellomonimo del 1977 ) racconta le drammatiche avventure di una famiglia che si perde con il suo camper nel deserto del New Mexico, in una zona prescelta dal governo statunitense durante la guerra fredda per i test atomici. In una miniera abbandonata si nascondono i discendenti dei vecchi residenti, “sacrificati” alla causa dalle istituzioni dopo promesse non mantenute. Gli orribili esseri mutanti con spaventose deformazioni causate dalle radiazioni sono avidi di violenza e daranno la caccia ai poveri malcapitati.

            Per nostro figlio è stato facile non spaventarsi dei licantropi e soci, facilmente catalogabili e relegabili nella sfera dell’immaginario.

            Più difficile è stato quando il pauroso è diventato qualcosa di più vicino alla realtà percepita. Fino ad allora uomini e mostri appartenevano a modi diversi, quando ha scoperto che a volte possono convivere ne ha avuto paura.

            Forse ha già capito del mondo molto più di quello che potevamo pensare…

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